venerdì 11 gennaio 2013

Pre-giudizi

Bene, la prima sezione civile della Cassazione, presieduta da Maria Gabriella Luccioli, ha emesso una sentenza curiosa, che permette a una madre lesbica, convivente con un'altra donna, di avere l'affidamento esclusivo della bambina nata da un precedente matrimonio. In quanto "Alla base della doglianza del ricorrente non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza", ma solo "il mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale". In altre parole, dire che un bambino cresce male se è allevato da una coppia di omosessuali invece che da un padre e una madre è un pregiudizio non sostenuto dalla scienza. 
Ora, bisognerebbe dire alla prima sezione civile della Cassazione, presieduta da ecc. ecc. che se ha tanto a cuore la scienza, allora dovrebbe ricordare che la scienza non ha mai dimostrato sperimentalmente nemmeno che se un adulto bacia un bambino in bocca o lo tocca nelle parti intime questo bambino crescerà male. Però lo dicono il buon senso, le osservazioni empiriche e l'esperienza clinica. E se la Dottoressa ecc. ecc. è coerente col suo principio, perchè non si schiera allora a favore della pedofilia? 
La scienza, cara prima sezione civile della Cassazione, presieduta da ecc. ecc., non sempre può dimostrare tutto con provette e alambicchi, ma ci sono cose che sono vere anche senza essere supportate da equazioni scientifiche, e d'altronde se la giustizia dovesse giudicare solo in base ai dati della scienza credo che non andremmo molto lontano.
Comunque, cara prima sezione civile della Cassazione, presieduta da ... se proprio necessita di supporti autorevoli per emettere i suoi giudizi, tenga presente l'autorevole parere di Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps): "Studi scientifici importanti ci dicono che il bambino che cresce con una coppia omosessuale è ad alto rischio di problemi psicosomatici, neuropsichiatrici e di depressione, senza contare la confusione nell'orientamento sessuale".  Oltre che quella della filosofa femminista Sylviane Agacinski, moglie dell'ex premier socialista francese Lionel Jospin, e quella del gran rabbino Bernheim, che con un documento di 25 pagine nel quale rovescia ad uno ad uno gli argomenti a sostegno dei matrimoni omosessuali e delle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso. E poi ancora il parere dell'intellettuale non credente Ernesto Galli della Loggia, che sul "Corriere della Sera" del 30 dicembre ha riproposto gli argomenti del gran rabbino, ha scritto di condividerli in pieno, auspicando di discuterne senza più sottostare all'imperante conformismo a favore dei matrimoni gay. E, dopo di lui, il 2 gennaio, sempre sul "Corriere della Sera", il parere della famosa psicoanalista, Silvia Vegetti Finzi, che si è schierata contro le adozioni di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. E ancora, l'opinione di diversi intellettuali marxisti: il filosofo Pietro Barcellona, il teorico dell'operaismo Mario Tronti, lo scienziato della politica Giuseppe Vacca, il sociologo Paolo Sorbi, tutti concordi contro l'adozione da parte di omosessuali.
Però,  bambini, se un giorno dovesse allontanarsi un vostro genitore e ve lo sostituissero con uno di sesso uguale a quello che resta, non ricorrete a questi sciocchi allarmisti, la Cassazione ha stabilito che voi non soffrirete. E da grandi non venite nemmeno a rompere le scatole da noi psicoterapeuti, non è stato un trauma, era solo un pregiudizio. 


«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

venerdì 4 gennaio 2013

Come raccontarsi favole che sembrano vere

Un mio paziente, persona arguta e intelligente, mi diceva qualche tempo fa: "La cocaina è una medicina immaginata per una malattia immaginaria". Geniale! Ma non solo la cocaina ha questa funzione. Ogni problema psicologico nasconde un tentativo di utilizzare una medicina  immaginata per una malattia immaginaria, sfuggendo perciò il peso di affrontare la malattia vera. Detto in un altro modo, si ha paura di affrontare i problemi reali della vita concreta, e allora si provvede costruendosi degli pseudo-problemi da affrontare con pseudo-rimedi spesso peggiori dei problemi veri.
http://paroleingioco.files.wordpress.com/2009/07/mafalda_sexy.jpg?w=762Quello che noi psicoterapeuti verifichiamo con sempre maggiore evidenza è l'aumento esponenziale di persone che sfuggono dalla vita reale e si costruiscono vite fittizie. Le mantengono in piedi raccontandosi favole e sforzandosi di crederci loro stessi per primi. Persone che utilizzando parole e slogan del "Politically correct", cioè di moda, evitano con cura le parole scomode che rivelerebbero la verità. La società attuale è piena di gente che sarebbe pronta a giurare che Cristo è morto di freddo, cioè a negare la realtà che ha davanti gli occhi, pur di evitare di confrontarsi con le proprie contraddizioni. Intendiamoci, non è una novità, i tentativi di fuga dalla realtà sono sempre esistiti, ma oggi sono divenuti così frequenti da risultare normali e quasi trascurabili, e questi tentativi sono una spia rilevante. Indicano che che il disagio psicologico cresce in misura molto significativa e che alla sua base c'è la difficoltà a confrontarsi con la concretezza del vivere. Il che vuol dire, quindi, che all'origine c'è una questione pedagogica, ovvero la necessità di porre al centro dell'attività educativa il rapporto con il reale. E' la "Sfida educativa" che interpella con urgenza chiunque si occupa di educazione, a iniziare dalla realtà umana più coinvolta che è quella della famiglia.

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

domenica 23 dicembre 2012





Un caro augurio di Buon Natale e sereno Anno Nuovo a tutti: 
pazienti, amici e colleghi

Silvio Rossi







«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

lunedì 17 dicembre 2012

Pornotristezze

Approfittiamo di due fatti di cronaca, la morte di Riccardo Schicchi, l'uomo che ha fatto della pornografia in Italia un business molto fiorente e redditizio, e l'arresto per questioni fiscali del fondatore di Youporn, sito internazionale di pornografia, per alcune considerazioni:
Sia il mondo classico che quello cristiano cattolico hanno usato esprimere la bellezza del corpo nudo senza particolari imbarazzi, in quanto espressione della realtà creata; (le censure ridicole sono venute dopo, grazie al bigottismo di origine protestante). La pornografia è un'altra cosa, è l'utilizzo del corpo visto essenzialmente nella sua funzione genitale, per un godimento egoistico, e per una stimolazione erotica autodiretta.
L'arte è "Estasi", cioè l'uscita fuori da sè per incontrare la verità. La pornografia è "Autismo", cioè chiusura in se stessi, nell'isolamento del narcisismo egoistico.
La pornografia crea facilmente dipendenza - e si diventa molto rapidamente drogati dal sesso. Numerosi autori sottolineanola pericolosità e gli effetti di perversione della "Porno-dipendenza", che - come il gioco - è suscitata e alimentata da innumerevoli proposte fin dentro la propria casa, attraverso la televisione e internet.
E' compito della famiglia essere protagonista della vigilanza sui figli, evitando la privatizzazione della fruizione, televisiva e non (in altre parole, meglio non permettere televisione e computer in camera). Sempre in famiglia si parlerà liberamente e senza tabù di tutti gli argomenti, ma mostrando l'aspetto relazionale e fecondo della sessualità, evidenziando  la bellezza del rapporto amoroso se è basato sul dono e non sul possesso, riflettendo criticamente su tutte le proposte che vengono dalla società.
Schicchi è morto, ma la pornografia sopravviverà a lui, è compito dei genitori falla morire nel cuore dei figli, educandoli alla libertà della relazione vera con una persona vera, apprezzando il piacere del sesso, ma ancor più il piacere di amare ed essere amati.

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

martedì 11 dicembre 2012

I maya avevano ragione...

...ma sono arrivati con un po' di ritardo.  In effetti il mondo è già finito, almeno quello dell'intelligenza e del buon senso.
E' finito il mondo dell'equilibrio e della moderazione. E' finito il mondo della sana incredulità, del corretto uso del ragionamento.  Sono suonate da un pezzo le trombe del (poco) giudizio universale. E' passata la storia, ora siamo già in un'altro mondo. Siamo animali da allevamento alimentati con cibi modificati. Dai mais transgenici, siamo passati ai Maya transgender, ingurgitiamo tutto, crediamo ad ogni balla: diamo retta a Dan Brown, a Sandro Giacobbo, a Raineesh, ai Soka Gakkai, ai guru di tutti gli orientamenti. Leggiamo Odifreddi, Augias praticando reiki,  crediamo ai catrastofisti, ai millenaristi, agli ufologi, alle streghe Wicca, crediamo a Superman e a Topolino, a Pippo e alle Pippe. Usiamo la coca per sentirci vivi e gli sport estremi per morire eccitati.  Crediamo alla fine del mondo prossima ventura,e intanto la televisione ci sollazza con Simona Ventura. Ci sta bene tutto, il contrario di tutto, chiamiamo bene il male, male il bene e spesso non distinguiamo le cose dalla loro rappresentazione.
Sbaviamo per il telefonino e poi l'usiamo per sparare cazzate, balliamo il Gangnam Style, facciamo i flashmob, occupiamo la scuola, ma non ci accorgiamo che abbiamo dis-occupato il cervello. 

E' già finito il mondo, non lo vedi? Esci per strada e guarda negli occhi le persone: un abisso di nulla rivestito di ansia.
Non dobbiamo spaventarci per l'apocalisse, è già venuta, ora dobbiamo sudare per la fatica della ricostruzione. 

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

martedì 4 dicembre 2012

Facce

Il fatto che nessuno possegga pienamente la verità, non dimostra che la verità non esista. Eppure molte persone sono convinte che un "Vero", oggettivo, non c'è. Questo è un problema, perché se fosse così nulla avrebbe senso, né l'educazione, né la scuola, né la politica. Né altro che voglia dare una linea comune alla gente. Questo pensiero, che il "Vero " non esiste, che esiste solo ciò che reputo conveniente qui e ora (relativismo) è, come abbiamo detto altre volte, di gran moda. E come tutte le cose di moda, ipocrita. Se infatti uno ci credesse davvero nel relativismo, dovrebbe portarlo alle estreme conseguenze, mettendo in dubbio tutto nella propria vita, innescando un processo di autodistruzione totale. Invece ci aggrappiamo  ad esso quando fa comodo, quando serve per non prendere impegni seri, ma quando dobbiamo far valere le nostre ragioni, eccome se ci crediamo alla verità, solo che la verità prende la nostra faccia.

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

giovedì 22 novembre 2012

Quali prese in giro

Il ragazzo si sentiva omosessuale, lo esternava con caratterizzazioni quasi caricaturali: unghie smaltate, abiti rosa, e ora è morto. Dicono che si è suicidato perché i compagni lo prendevano in giro.
Tutti da ragazzi siamo stati presi in giro, o abbiamo visto compagni presi in giro. E' frequente, è doloroso, è la crudeltà degli adolescenti, e magari anche di adulti - più imbecilli degli adolescenti  in quanto adulti.  Ma la maggior parte di coloro che sono stati presi in giro, per le orecchie a sventola, per i denti storti, per la goffaggine  per la balbuzie, per la magrezza, per i chili di troppo, per uno dei centomila motivi che fanno ridere gli stupidi, la maggior parte è tra noi, magari ha fatto carriera, magari ora è rispettata. Chi si è suicidato, pochi per fortuna, non lo ha fatto per le prese in giro, ma per la mancata reazione psichica alle prese in giro, per l'incapacità di adattarsi alla realtà, per drammi familiari. Se non ci fosse stata la presa in giro, l'innesco sarebbe avvenuto in altre circostanze. L'ironia sugli omosessuali (ributtante, ma qui semmai l'ironia era solo sugli aspetti esteriori del look) non è la causa del suicidio del ragazzo, come il professore che mette un'insufficienza ingiustificata non è la causa di chi si ammazza per un brutto voto.
I gay, buttandosi a capofitto nella vicenda del povero quindicenne suicida per farne un martire della causa, compiono uno scempio. E' una vera offesa alla sua memoria. Lasciamo stare il suo orientamento, qui si deve parlare della fragilità dei nostri adolescenti, della loro incapacità di reagire alla vita e alle sue prove, la fragilità legata per lo più alla fragilità delle loro famiglie. Semmai, se proprio vogliamo parlare di omosessualità, è la spinta a fare Outing che costringe persone, ancora in ricerca di loro stesse, al conflitto psichico (approfondisci). Il problema è che quando vincono le ideologie perde l'uomo.


«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

venerdì 16 novembre 2012

Se la vita t'affanna...


...La peggiori con una canna.

L’Italia è il paese occidentale col consumo più alto delle “cosiddette” droghe leggere.
L’atteggiamento corretto non deve essere quello della demonizzazione, ma quello della conoscenza.
Occorre conoscere non solo gli effetti della cannabis – al di là di ogni pregiudizio ideologico - ma soprattutto bisogna capire come il suo uso rappresenti uno degli innumerevoli canali attraverso i quali le persone compromettono la loro spinta verso la libertà.
La cannabis evidenzia un problema di fondo che è quello educativo, perché la prevenzione della dipendenza, quale che sia l’oggetto da cui si dipende, avviene nella relazione che si crea nel luogo educativo per eccellenza, la famiglia.


Mercoledì 28 novembre, alle ore 19, presso la Parrocchia Santa Maria delle Grazie, a via Bufalotta, abbiamo organizzato una conferenza su questo tema aperta ai genitori, agli educatori, agli insegnanti, ai giovani.  Per confrontarci, per riflettere, per informarci.


«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

giovedì 8 novembre 2012

In realtà la morale c'è

(vedi post precedente)  ...Le tre notizie dimostrano che nella nostra epoca l'egoismo vuole vincere sempre, i miei desideri devono venire prima di tutto, a costo di passare sopra la verità, il rispetto della vita, la tutela dei bambini, il buon senso. La morale, quindi, è che più si parla di evoluzione e di progresso, più la regressione ci conduce  fino a livelli pre-barbarici. Questa spinta sociale e mass mediatica alla regressione e alla dissoluzione può essere contrastata solo all'interno di ogni famiglia, attraverso un'educazione profondamente controcorrente e critica.

Prossimamente pubblicheremo un vademecum agile e molto concreto per aiutare i genitori nel loro compito di formatori.


«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

mercoledì 7 novembre 2012

E la morale?

Notizie: 
1. In Olanda mandano a casa la pillola per l'eutanasia. Suicidarsi tra le mura domestiche, con l'ok dello stato e i parenti intorno, e in più la squadra dei killer che "operano" a casa la paga l'assicurazione. Superfluo dirlo, ma il 70% degli uccisi non sono malati terminali, e diversi sono i malati psichiatrici.  
2. In Francia Hollande è contento. Il politico è felice non perché è migliorata la condizione economica delle famiglie, non perché sono aumentati i posti di lavoro, non perché i medici hanno scoperto una cura per il cancro. Hollande è felice perché d'ora in poi le coppie omosessuali potranno "sposarsi" e "adottare" bambini.
3.  Italia. Le madri che hanno avuto un figlio in provetta potranno disconoscerlo, al momento della nascita, come le donne che lo hanno avuto da una gravidanza naturale. E' quanto prevede un emendamento approvato  che modifica la legge 40, sulla procreazione assistita. 
Morale: Non c'è morale. In nessuna delle tre notizie. In nessuna.


«In questo tempo d si inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)