mercoledì 27 luglio 2016

Le notizie a cui non credi

Se una parola deve sintetizzare la nostra epoca, quella parola è certamente "Caos". Caos, cioè disordine, frammentazione, dissoluzione, assenza di criteri, mancanza di un centro.
Il mondo ha perso il suo punto di equilibrio ed è in preda per questo a oscillazioni e incertezze, sbandamenti umorali e isterici, valanghe emozionali di alcun valore.
In questi tempi i mass media la fanno da padroni, pilotano l'opinione pubblica a loro piacimento creando stati emotivi, costruendo artificialmente pensieri, agitando spettri alquanto fittizi.
Questa storia degli attentati a molte persone non va proprio giù. Si, i morti ci sono e anche i mitra, le bombe, i coltelli, i tir, e quant'altro vogliamo aggiungere all'immaginario del perfetto terrorista. Indubbiamente ci sono anche i fanatici islamici che inneggiano ad Allah e si fanno esplodere o sparare, ma rimane il fatto che sembra di stare ad assistere ad un teatrino. 
Basti pensare che lo stesso reporter che si trovava "per caso" a riprendere l'attentato di Nizza era pure "per caso" presente sul luogo della sparatoria al Mc Donald di Monaco di Baviera. Tanto per dire. E che le autorità francesi - si dice - stiano facendo un'opera incredibile di pressione per far sparire immagini delle telecamere di sorveglianza di Nizza. E tutta quella sceneggiata assurda a Parigi qualche mese fa...
Qualcuno dice che si tratti di un caos pilotato. Di un progetto ben architettato per disarticolare la nostra Europa, l'occidente, per precipitarlo nella totale bufera utilizzando ogni risorsa, estremisti folli, disadattati depressi, musulmani fondamentalisti, immigrazione incontrollata...
Risultati immagini per caos
Francamente non so. Quello che so, però - perchè guardo e ascolto i mass media - è che c'è un forte investimento per dirigere l'opinione pubblica forzando le notizie, drammatizzando e amplificando i fatti, quello che so è che su internet e su Facebook in particolare ci sono dei veri e propri "untori" che creano e fanno cirocolare notizie palesemente false, che spingono però tutte nella direzione voluta, quello che so è che si ritrovano sempre gli stessi circoli a soffiare sul fuoco.
Vedremo cosa ci riserverà il futuro. Per ora allego sul tema questo link. E' un articolo che mi ha colpito, anche se non mi riconosco affatto in molte cose affermate. Mi ha colpito perchè diversi degli autori citati sono stati oggetto di studio dei miei anni universitari. per lo più si tratta di pensatori legati ad una cultura psicoanalitica che non mi appartiene e che non mai praticato, ma che non ho potuto fare a meno di studiare, se non altro per portare a casa qualche esame. Credo che il sottolineare ossessivamente da parte dell'autore le origine etniche dei protagonisti sia fuori luogo, ma rimane comunuque una lettura quanto meno anticonformista.

Approfitto dell'occasione per augurare un buon periodo di riposo - soprattutto mentale - a tutti,. Io mi ritiro in compagnia di qualche libro e buona musica. Confesso di aver recuperato "I fratelli Karamazov", e "Pinocchio", non so con quale criterio, ma non escludo che alla fine qualcosa di buono ne verrà fuori. A presto,
SR

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

sabato 16 luglio 2016

I Signori dell'Anello


E' disponibile la nuova versione, riveduta, corretta e aggiornata, della nostra guida alla vita familiare "I Signori dell'Anello". Come sempre è gratis e di libera diffusione.
Tra le novità sono state aggiunte due appendici, una dedicata all'uso delle nuove tecnologie (Facebook, Whatsapp, ecc.) e una di riflessioni sul "no" e sull'uso delle punizioni. Il linguaggio è sempre semplice e sintetico, ma il contenuto è denso ricco di spunti utili.
La stagione è propizia per leggerlo sotto l'ombrellone o durante qualche giorno di riposo, ma non è una lettura riposante! E' una continua provocazione a rimettere in discussione le proprie convinzioni e a modificare qualche comportamento. 
Siamo convinti che sarà utile alle coppie, ai genitori e agli educatori. Aspettiamo commenti e anche critiche, tutto serve per migliorare e migliorarsi.
Per scaricarlo usare questo link di Dropbox oppure iscriversi su Facebook al gruppo "I Signori dell'Anello".

Ps: Se ne avete la possibilità, consigliate I Signori dell'Anello come sussidio per i corsi di preparazione al matrimonio!


«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

venerdì 8 luglio 2016

Uno strepitoso Socci

Questo è link, Non aggiungo commenti



In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

martedì 28 giugno 2016

Elogio dell'ubbidienza

 L’ubbidienza è tra le virtù umane quella più odiata e insopportabile. Semplicemente perché è quella che ricorda all'uomo che da solo non sta in piedi e ha bisogno di dipendere da qualcuno. Anche l'umiltà trasmette lo stesso significato ma con l'umiltà si può (e ci si può) ingannare, con l'ubbidienza invece non si bara, o si ubbidisce o non si ubbidisce.
Sono pochi quelli che ubbidiscono, ancora meno quelli che amano ubbidire.  E’ vero però che sono pochi anche quelli che comandano.  Di tiranni ce ne sono parecchi, i comandanti latitano, perché un conto è schiacciare l'altro per i propri capricci, un conto è saper dare i giusti ordini per il bene comune.
La crisi dell'ubbidienza e l'inizio della sua decadenza possiamo datarla con buona precisione, a cavallo tra il 1400 e il 1500.  In quell'epoca infatti, si crea l'alleanza stretta tra due realtà nascenti, la riforma protestante di Lutero e l'Umanesimo.  Sia Lutero che gli umanisti esaltavano l'individualismo, l'interpretazione personale e soggettiva delle Sacre Scritture, il rifiuto di ogni autorità e il primato della coscienza individuale. Insomma, il trionfo dell’io soggettivo. Questa rivoluzione dell’egocentrismo, che trova un pretesto storico nell'abuso della pratica delle indulgenze, in realtà rappresenta una ribellione dell'egoismo umano e della sua pretesa di autodeterminazione, contro un sistema comunitario ordinato gerarchicamente che   fu il fulcro degli splendidi secoli medievali. L’abbraccio mortale tra movimento riformatore e Umanesimo portò presto alla dissoluzione anche politica dell’Europa, avviando il processo del “particolarismo”, della creazione delle monarchie nazionali in cui ognuno difendeva il proprio piccolo interesse contro tutti e contro tutto.
Periodo caotico e frammentato quello della Riforma protestante, in cui ogni ortolano ed ogni falegname pretendeva di farsi teologo e di predicare in piazza. D’altronde, se ognuno rispondeva solo alla sua testa in ogni testa c'era un Papa ed un Imperatore.
La disubbidienza quindi, eletta segno d’autonomia e indipendenza, diede inizio, dopo 15 secoli di epoca antica, all'epoca moderna. Ed infatti l'uomo moderno, frutto dei successivi quattro secoli di pensiero libero, di autonomia di giudizio di autodeterminazione, ha finito di liberarsi nelle braccia amorevoli di Stalin, di Mao, di Hitler, ed ultimamente della TV ed Internet.
Il luteranesimo è stato il principio di una frammentazione di cui esso stesso è risultato -  ovviamente -  vittima.  Infatti dal 1500 in poi si è osservato un susseguirsi di divisioni, guerre intestine, creazione di sette, chiese locali, predicatori e chi più ne ha più ne metta, facendo dal mondo protestante un pasticcio colorato e litigioso, unito solo dall'odio verso Roma, dai pentecostali ai Testimoni di Geova all'ultimo millenarista che predica in Hyde Park.
Probabilmente è ora di riscoprire la bontà dell’ubbidienza, la quale non è triste umiliazione di se stesso, ma saggio e cosciente riconoscimento di non essere da soli nell'universo, di far parte di un ordine cosmico all'interno del quale ognuno ha un posto, un compito e qualcuno da cui dipendere.
Anche se non amiamo sentircelo ricordare, ripetiamocelo: noi non siamo Dio, abbiamo limiti e imperfezioni che vanno accettati. Invece la caricatura finale del protestantesimo è il superuomo di Nietzsche, modello per tutti i supereroi americani a loro volta caricatura dell'ignoranza eletta a mito.  Il superuomo è la pretesa della formica di toccare il cielo, di andare oltre la propria realtà in una tensione verso L’onnipotenza. Ovviamente la fine del superuomo è la morte, ma non quella serena, naturale ed ecologica (perché secondo natura) della formica, ma quella penosa e autodistruttiva di chi non volendo ubbidire nemmeno alla morte si ammazza da sè (droga eutanasia suicidio sport estremi, ecc. ecc.).
Nel nostro corpo tutto obbedisce ad una serie di regole...
Come psicologo ho in grande considerazione l’ubbidienza, ovvero il sapersi uniformarsi a delle esigenze riconosciute ed espresse da chi ha il ruolo per farlo. Credo che l’ubbidienza non sia in contraddizione con l’esercizio della propria libertà, ma ne sia anzi una garanzia per non disperdersi oltre i limiti consentiti.
Ho rilevato da tanto tempo che spesso basta ristabilire l'ordine in famiglia, ricordare i ruoli, mettere ognuno al suo posto, abbassare le pretese individuali per ritrovare salute e armonia.  Non c'è nulla di più bello che dare regole per amore e ubbidire a regole ricevute per amore.  La trasgressione così è punita innanzitutto dal dispiacere di aver tradito l’amore, prima ancora che da sanzioni, comunque accettate come giuste.
L’ubbidienza crea comunità e fiducia reciproca, invita alla sincerità e ci fa uscire dalla solitudine del presuntuoso.  Chi ha delle responsabilità deve chiedere ubbidienza, non alla propria persona, ma all’autorità che rappresenta.  Chi ha dei superiori (e ognuno di noi in un ambito o in un altro ne ha) non deve ubbidire alla persona del superiore, cosa di nessun significato, ma al ruolo che riveste, sapendo che nell’ubbidienza rinnova la sua esistenza il significato del suo essere sociale.
...Ma non vale per tutti, purtroppo


Non è facile ubbidire ad un sistema di regole esterne a noi, ma la storia dimostra che è molto meno nocivo del cedere alla dittatura dei propri capricci

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

venerdì 24 giugno 2016

EuropaKastigata

Quelli che di tanto in tanto si affacciano su questo blog per leggere queste mie piccole riflessioni, stupendomi ogni volta per la loro fedeltà e gentilezza, sanno perfettamente che se di psicologia qualcosa ne mastico, di politca ed economia sono completamente a digiuno. Però questo voto inglese costringe a pensare anche chi è al di fuori di questioni che mettono in difficoltà pure gli esperti.
Non so cosa il Brexit comporterà in termini economici, probabilmente molto meno di quello che i suoi oppositori hanno minacciato. Mi interessa però di più capire il significato sociale di questo voto.
Che cos'è l'Europa per gli europei? E' una casa dove i cittadini hanno facilitazioni, servizi, cultura condivisa, difesa e tutela? E' una democrazia dove gli abitanti del continente contano davvero? E' un'economia che difende i deboli e  limita i potenti?
Nulla di tutto questo. L'Europa è un posto dove i burocrati (megastipendiati) sono legati a doppio filo con le banche. E' un luogo dove non sappiamo chi decide, come decide e cosa decide. L'Europa è una costruzione fantastica in cui migliaia di funzionari deliberano sulla lunghezza delle carote, sulla pezzatura del broccolo e sul peso delle sardine sotto sale. E' una realtà che affossa completamente la sovranità popolare. L'Europa mette in difficoltà con mille lacci chi vuole fare commercio, avvantaggiando concorrenti asiatici e non. L'Europa fa guerre non richieste, si accoda ubbidiente al gunizaglio del padrone americano, minaccia Putin con sanzioni che non ha mai riservato ai peggiori dittatori, investe cifre astronomiche per fare propaganda gender nelle scuole elementari, dove bambini piccoli devono essere addestrati a pratiche omosessuali e perversioni di ogni tipo, l'Europa  ha rifiutato la richiesta di Benedetto XVI di riconoscere nalla propria costituzione le sue indiscutibili radici cristiane.
L'Europa, i cui uffici principali sono in Belgio, trova proprio lì una diffusione inquietante di pratiche pedofile terribili, con protezioni ad altissimo livello e testimoni scomparsi.
Parlano di Europa unita. dell'Europa dei cittadini, della cultura europea. in realtà ai cittadini resta solo la perdita di sovranità, di ricchezza, di identità. 
Se il popolo, quando viene messo nelle condizioni di scegliere, dimostra il proprio risentimento e la propria ribellione, anche rischiando qualche transitorio effetto economico ce ne stupiamo? Non tutti ragionano come i banchieri e i potenti depravati che ci governano, non tutti sono disposti ad accettare la manipolazione del pensiero che viene dai mass media pilotati,  non ci sono solo i soldi, prima c'è l'uomo.
Mi sa che c'è rimasto male...

 «In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

martedì 21 giugno 2016

Ieri una signora...


A proposito di un precedente post sul femminicidio.

Ieri una signora mi raccontava del proprio figlio di cinque/sei anni: "Quando si tratta di mangiare a tavola è un vero problema, mi esaurisce, per il resto tutto bene"..."Ora che ci penso, anche quando è ora di andare a dormire mi dà un sacco di guai"... "In effetti, tutte le volte che deve rispettare delle regole è un continuo 'no', per il resto è un bambino meraviglioso".
Io le chiedo chi dei due genitori è più coinvolto nell'educazione (ma è una domanda ovviamente superflua): "Io, senza dubbio, mio marito è un giocherellone, sta sempre per terra con lui a rotolarsi e a giocare, quando io dico al bambino che deve lavarsi o deve andare a letto mio marito lo difende sempre ed è lui che sminuisce quello che dico".
Ottimo, la santa protettrice degli psicologi non ci fa mai mancare clienti... 
So che la signora dice la verità, senza una punta di esagerazione, purtroppo. Il marito è un'altro esemplare che usa le palle solo come serbatoio per spermatozoi troppo vivaci.
Maschi inutili, inesistenti, senza autorevolezza, senza dignità. Padri a cui i figli, appena diventeranno adolescenti, rideranno in faccia, avendo perfettamente ragione. Padri che si sentono buoni perchè non hanno mai dato uno sculaccione, senza sapere che con uno sculaccione un padre può salvare un figlio.
La signora di ieri è un'altra mogliettina innamorata che non ha saputo mettere in riga il marito - questo è chiaro - figuriamoci se adesso è in grado di gestire questa apocalisse familiare. Qui non ci vuole SOS Tata, ci vuole SOS Provvidenza.
E' piuttosto scoraggiante notare la velocità della progressiva scomparsa dell'uomo occidentale. Uomo non come biologia, ce ne sono ancora in giro, ma uomo come ruolo sociale e identità psicologica. Uomo forte, uomo del "no"  e del "sì" chiari, uomo della coerenza e della verità, uomo della fermezza e della responsabilità, della decisione stabile.

Lei, la signora, ieri rideva, raccontava quel teatrino di burloni che è casa sua, con il figlio che continuerà fino a quarant'anni a giocare col papà (o finchè potrà mantenerlo), trastullandosi nel frattempo con balocchi vari ed eventuali. 
Ridi, ridi. 

La protettrice degli psicologi qualche volta esagera.

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

martedì 14 giugno 2016

"Eran cinquanta, eran giovani e forti...

...e li voglion santi", ammazzati da uno di loro: gay e frequentatore di locali trans. Il quale "terrorista", appararentemente musulmano, in realtà era impiegato in una società inglese, paramilitare, che offre servizi a Israele, che sorveglia aereoporti da dove sono partiti i terroristi dell'11 settembre, che si occupa di diverse cosette tipo Guantanamo, il rinomato luogo di vacanze dove gli americani del pacifista Obama torturano i loro prigionieri  (forse) islamici... Se interessa, questo è un articolo documentato sull'argomento.
Insomma il solito pasticcio stile Parigi, stile Bruxelles, dove si sa chi spara, non si sa di chi sono le pallottole.
Ma, dalle nostre parti, il famoso statista Scalfarotto coglie al volo l'occasione dei gay uccisi per chiedere una legge sull'omofobia, la quale legge non c'entra niente col fatto,  e nemmeno con la ragione, visto che omofobia, come femminicidio, sono parole che vengono usate quando non si ha nulla di serio da dire.

Statista dalla barba austera impegnato a fare politica
Comunque, con buona pace dello statista dalla barba austera, dopo mesi in cui decine di migliaia di cristiani in tutto il mondo, uomini, donne e bambini, sono stati uccisi, torturati, bruciati vivi per la loro fede con la massima noncuranza dei mass media, a parte l'umano dispiacere per le cinquanta vittime non penso proprio che questi morti debbano essere santificati, che debbano soprattutto essere usati come pretesto politico a uso e consumo di Scalfarotto. Lo sciacallaggio non è consentito a nesuno, nemmeno ai gay.


«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

mercoledì 8 giugno 2016

E' davvero femminicidio?

Purtroppo sono tante le storie di donne maltrattate e uccise dagli uomini. Politici e giornalisti, al solito, quando non riescono a comprendere un fenomeno e a gestirlo, l'unica cosa che sanno fare è attribuirgli un nome. Che non dice niente (ed è il male minore), ma soprattutto confonde e inganna.
Uno sculaccione da piccolo, evita una bestia da grande
Femminicidio è un'espressione idiota, come molte altre inventate dai nostri ignoranti non-eletti.  Non si tratta di crimini perpetrati con l'intenzione di far fuori una donna in quanto donna, allora quelli si potrebbero chiamare feminicidi con buona ragione. Le donne muoiono semplicemente perchè dicono "no" ad un uomo che invece pretende un sì. Questo non è femminicidio, è altro. E' l'esito finale di un processo di disgregazione del maschio, privato di virilità, cioè di forza d'animo, autodisciplina, senso della realtà e capacità di accettare le frustrazioni. La virilità in un certo modo appartiene sia ai maschi che alle femmine; consiste in una capacità di stare al mondo perseguendo i propri obiettivi liberamente scelti, ma nel rispetto della realtà. La quale realtà si concretizza anche nell'accettazione delle inevitabili sconfitte, delle proibizioni, dei no, della rinuncia a qualche eccessiva speranza. Dobbiamo riconoscere che le donne hanno mantenuto una certa dose di virilità, molti uomini se la sono lasciata scippare da un'educazione familiare e sociale che li ha resi degli eterni pupi. I pupi, si sa, sono bambolotti carini, ma sono anche gli esseri più egoisti, narcisisti e egocentrici che esistano. Un pupo in certi momenti potrebbe ammazzarti di fronte ad un no. Se non lo fa è solo per l'incapacità  di concretizzare la sua rabbia. Il pupo adulto, la capacità ce l'ha, eccome. E infatti, coloro che non hanno avuto un'educazione autorevole che li conducesse dallo stato di pupi a quello di adulti virili, non sono in grado di accettare le frustrazioni. Possono uccidere.
La brutta invenzione grammaticale "femminicidio" serve a nascondere la verità impronunciabile: Quando si distrugge la famiglia, questi sono i risultati.

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

martedì 31 maggio 2016

La fine della scuola e l'inizio della vita

Ci stiamo avvicinando alla fine della scuola, quindi ora potrebbe inziare un periodo di apprendimento favorevole. 
Saggio è chi domanda alle persone giuste
Non sto scherzando. Finito l'incubo quotidiano rappresentato da professori ex-essantottini dediti a "la Repubblica", alla promozione delle canne e a farsi chiamare prof per la democratica gioia del loro ego, ora si può aprire qualche Libro con la L maiuscola, qualche grande opera della civiltà occidentale, letto per piacere e gusto, non per farci sopra un saggio o dei quiz.
Ora si può spaziare: lontani da tutto per essere vicini alla realtà, lontani da sè per essere vicini agli altri.
Stare all'aria aperta, guardarsi intorno e farsi domande, e scoprire quante persone si sono poste le stesse domande e provare a cercarne le risposte, questa è gioia e cultura.
Che sia per gli studenti un'estate magica, senza bisogno di canne per rilassarsi, senza bisogno di prof per imparare, senza bisogno di cornetti all'alba per sentirsi vivi.


«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

domenica 22 maggio 2016

Il guastatore


Qualche amico mi ha chiesto un commento ulteriore su Pannella. Quello che pensavo l'ho già scritto su Facebook, comunque ecco ancora una brevissima nota:

Giacinto (detto Marco) Pannella ha segnato la storia italiana degli ultimi cinquanta anni, ma allo stesso modo di come uno stupratore potrebbe  segnare la storia di una ragazza ingenua. E se sembra sconveniente parlare così di un morto, mi sembra ancora più sconveniente che ci siano milioni di bambini morti uccisi dall'aborto, aborto legalizzato in modo particolare grazie al lavoro instancabile di Pannella e della sua compagna di sangue, Emma (Bonino). Così come mi sembra sconveniente che tutto ciò che esprime la bellezza della vita, della giovinezza, dell'amore, della verità sia stato insozzato dalle manacce di Pannella, attraverso battaglie a favore del divorzio, dell'eutanasia, del matrimonio omosessuale, della droga libera, ecc. ecc.
Un personaggio tenebroso e malvagio, con gli occhi "intensi, ma non allegri" come ricorda in questi giorni la sua fidanzata di un tempo Bianca Beccalli. Lo credo bene, cosa ci sarà da essere allegri nel compiere la missione di profeta di morte?
Pannella, mai comparendo tra i grandi della politica, ma autorelegato in ruolo sempre apparentemente periferico,  in realtà ha condizionato, con intrecci e pressioni che toccherà agli storici valutare, leggi, mentalità, pensiero comune e mass media in un modo incredibilmente efficace. Con gli scioperi della fame più o meno veri, con i referendum, con quella macchina da soldi di Radio Radicale, ha preteso e ottenuto che l'Italia si radicalizzasse, ovvero abbracciasse la cultura della morte e del relativismo che l'ha condotta all'attuale livello di denatalità, distruzione della famiglia, diffusione tra i giovani dell'accettazione della droga. 

Pannella è stato una sventura autentica. Solo con i prossimi anni ci renderemo conto della nube tossica che ha prodotto e fatto respirare al nostro paese. 
Personalmente credo che Pannella abbia incarnato un progetto, sia stato un catalizzatore di forze che lo hanno preceduto e preparato, ma resta comunque uno dei maggiori responsabili di una scia di sangue che ha concimato di cadaveri la nostra nazione. 


Ora giace, compiuta la sua opera, per
raccogliere i frutti di tanta fatica. I credenti si augurano che prima di chiudere gli occhi abbia avuto un attimo di pentimento, pregheranno per la sua anima e soprattutto per quella (che ancora può sperare) della Bonino e degli altri devastatori. I non credenti facessero quello che gli pare. 
Il coro delle lodi fa vomitare. Compreso il rivoltante comunicato del direttore della sala stampa vaticana, che fa vergognare i cattolici perdendo un'altra bellissima occasione per tacere.

Ps.
Pannella è stato tumulato proprio il 22 maggio. Guarda un pò, il 22 maggio del '78 è stata approvata la legge  194 che legalizzava l'aborto. Temo che Giacinto abbia trovato una bella folla ad attenderlo...

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)