mercoledì 7 dicembre 2016

Elogio femminile

Un paio di link interessanti, che fanno capire cosa vuol dire essere donne di qualità:

1. Heather Parisi dilaga dallo schermo televisivo con una lezione di realismo controcorrente Link

2. Un articolo su Libero Quotidiano in onore di Agnese Renzi, assolutamente meritato Link







«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

martedì 6 dicembre 2016

Oh, che cose strane!


Un padre molto presente in famiglia aiuta lo sviluppo dei figli così che diventino donne e uomini più equilibrati. Se sono ben seguiti i ragazzi hanno infatti il 28% di probabilità in meno di avere problemi del comportamento. Questo quanto dice una ricerca dell’Università di Oxford, che ha esaminato un campione di seimila bambini, seguiti per dieci anni.

Il povero Professor Risè, docente di Psicologia dell’educazione all’Università Bicocca di Milano, è una vita che predica l'importanza della figura maschile nell'equilibrio dello sviluppo umano, ha scritto articoli e libri su questo. Come lui tanti altri. Senza molto esito, considerata la violenta politica antimaschile in corso, Ora è arrivato pure questo studio inglese, servirà? Ma è necessaria una ricerca per dire l'ovvio? Serve un metereologo per ricordare che se piove ci si bagna? Eppure nella nostra epoca bisogna utilizzare le ricerche scientifiche al posto del buon senso, gli studi universitari invece della semplice osservazione. Oggi reagiamo con un "Ohhh" a chi ci ricorda qualcosa che i contadini di 50 anni fa capivano senza essere mai andati a scuola... 
Si,  il padre è indispensabile per la salute dei figli. Ma è indispensabile anche per la salute della moglie. Come la donna è indispensabile per la salute del marito. Ohh! Ma godiamoci un pò di stupore, non togliamo la sorpresa: dalla manica, come un sapiente prestigiatore, tiriamo fuori anche la notizia  che una famiglia unita fa star  bene e una piena di conflitti fa star male. Per sommo godimento e non farci parlare dietro riveliamo pure che una famiglia unita lo è se tutti i componenti cercano di superare il proprio egoismo e si mettono a servizio gli uni degli altri. Ohh!  Ma la ricerca non dice una cosa importante, e cioè che il padre dovrebbe anche essere maschio, possibilmente eterosessuale e vagamente onesto. E' roba vecchia, parliamo di buon esempio, quindi è giusto prcisarla visto che oggi abbiamo i Lapo Elkann che vanno a trans e cocaina, o i Dott. Cazzaniga  medici di Saronno, così bravi nell'anestesia che i pazienti si addormentano per l'eternità con divertimento annesso (l'amante infermiera). 
Ricordo pure, a rischio di provocare un infarto a qualcuno, che le donne, se vogliono collaborare all'educazione dei figli, devono pensarci bene prima con chi li fanno. Un uomo che si compiace di sè non sarà mai un buon padre, un uomo che non guarda le necessità degli altri non guarderà nemmeno i figli. Donna avvisata mezzo salvata.
«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

mercoledì 23 novembre 2016

Un condizionale per cambiare pensiero

Volevo condividere con voi un piccolo lavoro fatto con un giovane paziente, all'interno di una terapia per altri versi piuttosto complessa. Spero possa essere utile anche a qualcuno degli amici che viene a trovarmi sul blog:

Chiedendo di elencare qualche suo difetto mi ha portato questa lista:

 non riesco a dire ciò che penso
non riesco a fare discorsi seri
non riesco a non stancarmi delle persone
non riesco a dimostrare i miei sentimenti verso qualcuno.

Ho evidenziato in rosso i quattro "Non riesco" per fargli notare il peso di questa colpevolizzazione espressa in modo così assoluto.

Abbiamo poi tradotto insieme le stesse frasi in una maniera più neutrale, eliminando le negazioni, ed è venuto fuori questo:

Esprimo con difficoltà i miei pensieri
Scherzo sempre, anche a sproposito
Le persone mi annoiano
Ho difficoltà a far capire alle persone che loro mi piacciono.

Già in questo modo i suoi difetti sembrano meno incombenti, vero? Sono descritti sempre in modo veritiero, ma non sono opprimenti, in qualche modo liberano dalla colpa ed evidenziano dei fatti.

In ultimo abbiamo provato a tradurli ancora una volta, ma con l'intenzione di farli diventare impegni da realizzare, progetti di cambiamento. E' venuto fuori questo:

Vorrei esprimere con spontaneità e semplicità i miei pensieri
Mi piacerebbe, quando necessario, avere un atteggiamento più serio
Mi piacerebbe trovare dei motivi per interessarmi alle persone
Mi piacerebbe manifestare i miei sentimenti positivi verso le persone

Decisamente così ci piace. Espressi al condizionale, come desiderio, i difetti sono sempre chiari, ma ora sono diventati un compito da svolgere, giorno per giorno, una attività quotidiana di miglioramento. Abbiamo trasformato i suoi limiti: da prove accusatrici della sua incapacità, a occasioni di crescita e maturazione.

Non riesco, non riesco, non riesco...
Il mio paziente è sembrato incoraggiato da questo "Cambio d'abito", così lo propongo anche qui per suggerire di giocare con le parole, non per mascherare la verità, ma per riuscire ad esprimerla in un modo costruttivo e dinamico, per uscire da quella gabbia di colpevolizzazione nella quale da soli ci andiamo a ficcare così spesso...

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

mercoledì 16 novembre 2016

No limits? No idiots!

Si può fare tutto? No, non si può. 

Sembra semplice, ma non è così scontato. Ormai siamo abituati all'idea che tutto sia possibile, che ogni cosa sia a portata di mano, che qualsiasi sogno o ideale possa diventare realtà, che si possa esaudire ogni pretesa e ogni diritto, ogni utopia e ogni ambizione. Che, insomma, tutto ciò che vogliamo, chiediamo e desideriamo si possa fare. 

In questi giorni più di una volta mi è capitato di pensare, ad esempio, che uno dei sogni più ricorrenti delle anime belle, (e i sogni, si sà, son desideri, e poi i desideri diventano diritti e pretese) è che tutti possano cambiare. Se la società, le istituzioni, la scuola, i progetti didattici e terapeutici, ecc. ecc. facessero il loro dovere ognuno potrebbe riscattarsi dalla sua condizione, potrebbe migliorare, guarire, salvarsi.

Ho visto la prima puntata della favoletta televisiva "La classe degli asini", ad esempio, dove si mostra, appunto, la storia molto enfatizzata dell'insegnante che combattè contro le classi differenziali. Combattè cioè la separazione anche fisica e istituzionale tra alunni normali e alunni con handicap vari. Non è questa la sede per affrontare un tema così delicato e spinoso, ma quello che davvero è insopportabile di questa comunicazione è il messaggio fuorviante  che passa, cioè che tutti possano fare tutto, che non ci siano limiti, che per quanto una persona sia svantaggiata può impegnarsi e ottenere risultati. Questo è un affronto alla verità dei fatti. Non è vero che ogni limite sia superabile. Ci sono persone che non usciranno mai dalla loro condizione, ci sono persone che non guariranno mai, ci sono persone che non si redimeranno mai, ci sono persone che non si integreranno mai. MAI.

Tanti sforzi... e ritrovarsi un salame
Noi abbiamo il dovere di fare del nostro meglio, e di aiutare gli altri a fare il loro meglio, ma nella consapevolezza che qualche volta il meglio è solo poco di più. Questa consapevolezza non ci deprimerebbe se pensassimo che il valore di una persona non sta in quello che riesce a fare, ma nella coscienza di aver fatto il possibile. Invece no, abbagliati da insegnamenti e dottrine erronee di origine fondamentalmente gnostica, giudichiamo perdenti coloro che non ce la fanno, vorremmo convincerci perciò che si possa superare sempre il proprio limite per essere tranquilli noi, ottimisti verso le nostre possibilità di auto-riscatto e auto-salvezza. 

Vorrebbero farci credere che la colpa dei limiti sta nei muri creati dall'uomo, nelle discriminazioni. Vaglielo a spiegare che i muri e le differenze stanno nella natura stessa. Vaglielo a spiegare che l'intelligenza è un processo di discriminazione, cioè di separazione. Vaglielo a spiegare che senza divisioni e separazioni non ci sarebbero enti (in senso filosofico), quindi non ci sarebe nulla. I muri sono sbagliati quando pretendono di separare i giusti dai cattivi, ma non quando marcano la differenza tra realtà diverse e alcune volte incompatibili.

Poi, improvvisamente, la vita ci dà una bella legnata e ci costringe a svegliarci bruscamente dal coma. Per esempio, un Silvano Maritan qualsiasi, ex affiliato della cosiddetta "Mafia del Brenta" di Felice Maniero, a settant'anni suonati esce dal carcere, incontra una conoscenza sempre del giro, ci litiga e l'ammazza con una coltellata. Con buona pace dei buonisti ad ogni costo, che vivono nell'utopia della possibilità universale di risocializzarsi e uscire dalla criminalità. Purtroppo non tutto è possibile, se ne facciano una ragione.

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

giovedì 10 novembre 2016

Non c'è perggior sordo di chi non vuol sentire...

Una sola rilevazione su ottanta dava Trump vincitore.Tutti i giornali progressisti, ovvero la stragrande maggioranza del potere comunicativo mondiale, tutti gli opinionisti kekkontano, tutte le tv, proprio tutti davano la Clinton vincitrice. 
Anche ad urne ormai aperte, mentre si contavano i risultati, mentre si intervistavano gli elettori, anche allora non volevano vedere, ascoltare e credere: "Ancora ce la può fare, è in recupero, aspettiamo il conteggio finale"...
...Ancora stanno aspettando. Impietriti, come la faccia della Giovanna Botteri, corrispondente da circa 200.000,00 euro annui, affacciata a raccontare un mondo che esiste solo nella loro fantasia.
  
Personaggi tv
Cosa diremo, che i sondaggisti sono degli imbecilli incompetenti ? Si, certo, sarebbe legittimo pensarlo, ma probabilmente sbaglieremmo.  Diremo forse che i giornalisti progressisti radical-chic, abituati a discutere dai loro salotti, sono due volte imbecilli perchè hanno dato ascolto ai sondaggisti che anche in passato avevano spesso sbagliato previsioni? Anche qui - sì, lo potremmo dire - ma a torto.

Sondaggisti, giornalisti, commentatori, Opinion-leaders e compagnia bella non sono imbecilli. Intuivano da tempo che la Clinton non aveva chanches. Alcuni hanno continuato a divulgare notizie fasulle solo per ordine si scuderia, per spargere falsità sull'altro candidato, ma sono sicuro che non per tutti è così. In realtà molti non hanno voluto accettare ciò che è evidente: il mondo è diverso dalla loro raffigurazione ideologica. La gente comune, nauseata dalla vomitevole puzza emanata dalle cordate mafiose dei detentori del potere ha scelto di votare non un'acclamata serva di tale potere, ma chi si è schierato contro, con decisione, proponendo una politica attenta (almeno nelle intenzioni - vedremo -) alla gente comune, alle famiglie. La guerrafondaia Clinton, grondante sangue, corruzione e perversioni  (vedi le ultime mail diffuse da Wikileaks), ha messo nel suo programma politico l'aborto fino al nono mese, diritti  LGBT, limitazione della libertà religiosa e amenità del genere. Un bel programma, mentre la crisi economica morde, i lavoratori sono a rischio del loro impiego, la sanità pubblica è praticamente inesistente. Un bel programma ignorare i poveri e gli emarginati e dedicare sforzi inauditi per bombardare il Medio Oriente, provocare la Russia, ammazzare bambini, destabilizzare il mondo. 

Gli intellettuali non hanno voluto vedere perchè vedere voleva dire riconocere impietosamente la propria fine, la fine di una ideologia sbagliata, irreale, utopica, in fondo ridicola. Questi intellettuali hanno chiuso gli occhi come hanno fatto con la Brexit: quando l'Inghilterra stava per uscire dall'Europa loro dicevano che se fosse avvenuto sarebbe successa una crisi economica di dimensioni impressionanti, drammatica e apocalittica. Poveretti, l'abbiamo visto. Se fosse stato eletto Trump sarebbe venuto giù tutto, dalla terza guerra mondiale all'invasione delle cavallette. Due volte poveretti.
Il problema è che non sono cattivi, sono progressisti, liberal, chiamateli come vi pare, impregnati di cieca ideologia e presuntuosa arroganza.
Qualsiasi utopia, potremmo dire, porta con sè qualcosa di psicopatologico, in quanto propone come legittima, anzi veritiera, una lettura invece impossibile della realtà. Ma alcune utopie rimangono ristrette a pochi fedelissimi, e provocano danni limitati. Altre, come il marxismo, riescono a smuovere masse, a imporsi in governi che prevedibilmente si trasformano in dittature, a creare un pensiero che nel divenire mutevole delle sue continue trasformazioni condiziona lo sguardo attraverso griglie ideologiche. Così i nostri eroi, hanno talmente bevuto alla sorgente avvelenata dell'Utopia, fieri di essere illuminati dalla Sua Verità, da essere persuasi di vedere una realtà che però si è dimostrata falsa e menzognera, perchè filtrata dalle categorie fondamentaliste del loro credo. E adesso, mentre tutto il loro castello - quello sì - vien giù, continuano a non vedere il re nudo. Ciechi che hanno preteso di spiegarci com'è fatto il mondo.
Fa pena leggere il disastrato Fabrizio Rondolino che twitta: "Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale". Per lui, se le elezioni non danno i risultati che si aspettava, meglio abolirle che accettarne i risultati. Ecco la democrazia di lor signori, e fanculo il popolo. Per la serie: quando la realtà non va d'accordo con le mie idee, è la realtà ad essere sbagliata.
Trump  non sappiamo come governerà, e se potrà governare (in America si trovano sempre dei folli pronti a far fuori Presidenti scomodi). Quello che sappiamo con certezza è che ben prima della Clinton è stata sotterrata un'intera classe di sciamani, che leggendo tra le ceneri dei loro testi sacri hanno previsto il trionfo, e non hanno notato che mischiate a quelle c'erano anche le loro, di ceneri.

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

domenica 30 ottobre 2016

Il vero terremoto, quello dell'amore

In questi giorni di scosse e crolli mi viene da pensare che tutta questa attività sismica sia solo la manifestazione esteriore e rumorosa di terremoti ben più drammatici che avvengono nel cuore dell'uomo.
Le scosse telluriche hanno sempre accompagnato la storia dei nostri paesi, non è questa la novità. La cosa sconvolgente è renderci conto ogni giorno di quanto siano venute giù altre costruzioni: i ponti della solidarietà, le piazze della ricerca del bene comune,  i palazzi della convivenza pacifica, le torri del buon senso, le chiese della realtà, i castelli dell'amore familiare. 
E' la civiltà umana che nell'ultimo secolo è stata profondamente terremotata da ideologie dirompenti, che hanno lavorato alle fondamenta dell'uomo per cancellarne ogni identità e stabilità.
Gli italiani sono stati sempre capaci di far risorgere le loro città. In ogni borgo del nostro straordinario paese troviamo monumenti toccati da terremoti e ricostruiti più belli di prima. Ma il terremoto del cuore, si potrà ricostruire? Quali ingegneri sapranno mettere mano per restituire coraggio e fiducia, ingredienti fondamentali per una rinascita veramente umana? So di essere ripetitivo, ma la verità non si può modificare per capriccio di novità; la verità è che se non si riparte dalla famiglia, formata da una coppia che sta insieme per tutta la vita e da figli (declinati al plurale), la società non ha futuro. Solo la famiglia ha in sè il potere di guarire le ferite dell'uomo e della donna, di dare speranza e capacità di agire. Le macerie del nichilismo, cioè la fede nel nulla, stanno soffocando ogni residuo di umanità, le famiglie reagiscano: dimostrando che la fede nell'amore che non finisce, perchè fondato sulla volontà, ha un senso e una possibilità concreta di applicazione. 

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

giovedì 27 ottobre 2016

Voglio essere quello che mi pare: un cadavere

Un mio paziente, che ringrazio,  mi segnala questo articolo di qualche tempo fa, nel quale si raccontava la storia di Nathan (ma venuto al mondo come Nancy) che in Belgio ha scelto l'eutanasia dopo che il cambio di sesso non l'aveva soddisfatta.
Non si era sentita accettata come femmina nella sua famiglia, ha fatto l'impossibile per diventare maschio, e dopo tanta fatica e sacrifici, ancora infelice nel suo nuovo corpo ha chiesto e ottenuto di morire. 
Quando l'uomo pretende di decidere chi deve essere e vuole costruirsi la sua vita in base ai suoi criteri, va sempre incontro al disastro.
Il Belgio, come altri paesi "avanzati" avanzato in realtà lo è davvero: è l'avanzo della civiltà. Si vanta di concedere a chiunque di disporre di sè come vuole e quello che ottiene sono culle vuote e tombe piene. 

Leggiamo nell'articolo che in questo caso il medico sostiene di poter parlare di "sofferenze psicologiche insopportabili". E allora? Aiutare a curare o ad affrontare sofferenze è proprio il compito di chi svolge una professione sanitaria; un medico che vede il suo paziente soffrire e invece di curarlo come può sostiene il suo abbattimento possiamo ancora definirlo medico? O non piuttosto l'ultimo disperato servo di una fallimentare volontà di potenza? Il fatto è che se cogliamo il sacro in ogni essere umano, nessua sofferenza è insopportabile, altrimenti la vita stessa diventa una beffa insostenibile da terminare quanto prima.

«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

Per capire cosa siamo diventati e se possiamo ancora salvarci

Un ottimo e profondo articolo da sorseggiare e meditare. Se vi capita
una mezz'ora di tempo usatela per riattivare neuroni e cuore con questa lettura:
Link










«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

sabato 22 ottobre 2016

Conti... veramente poco...


Conti, partecipando ad uno spot per la trasmissione "Dieci cose" presentato da Flavio Insinna , ci informa generosamente (questo il Link, vedi il minuto 0,25) di alcune cose che per lui sono molto importanti, tra queste cita la salute perchè - testualmente - "Senza la salute non si vale niente".

Quando Conti, tra qualche annetto, si troverà a parlare ansiosamente con un medico a proposito di alcuni valori delle sue analisi e  scoprirà che la sua salute sta cominciando a vacillare, quando sentirà gli acciacchi della vecchiaia  ricordargli il suo imminente decadimento, quando qualche sua persona cara non sarà più un gioiello di funzionamento, insomma quando Carlo Conti direttamente o indirettamente avrà a che fare con la malattia, speriamo che gli vadano di traverso queste parole terribilmente offensive e crudeli con cui dichiara, se la logica ancora serve a qualcosa in questo mondo impazzito, che coloro che hanno perso la salute non valgono nulla. Mi auguro che tutti coloro che soffrono in un letto d'ospedale, che combattono contro un male, che aprono gli occhi ogni mattina ringraziando Dio di essere vivi, possano comunicare a questo campione dell'intelligenza, che ci ricorda molto i nazisti e le loro politiche eugenetiche di eliminazione dei deboli e degli imperfetti, che avrebbe un futuro nei paesi del nord Europa o negli USA, dove stanno facendo a gara per facilitare l'eutanasia e l'abbattimento degli esseri umani che ormai (secondo il Conti-Pensiero) non servono più a nulla. 
Conti, conformista e campione del politicamente corretto, esprime con questa sua uscita disgustosa il peggio del mostro partorito dal nichilismo contemporaneo: la deformazione dell'essere umano in oggetto di consumo; da usare, comprare, vendere e poi cestinare. 
Lo aspettiamo al varco, quando la tv gli darà un calcio nel suo luogo meno abbronzato, al comparire della malattia o della vecchiaia, quando non attirerà più audience o investimenti pubblicitari, quando, insomma, non servirà più ad un cazzo. Mentre il mondo lo inviterà ad uscire di scena lo aspettiamo davanti lo specchio, a sentirlo protestare che non è vero, che un uomo è più, molto di più della sua salute.



«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)

martedì 18 ottobre 2016

Un soffio di chiarezza


Essere genitori è un compito che può dare tanta ansia e senso di insicurezza, soprattutto oggi, perchè la nostra società manda messaggi che disorientano e creano tanti dubbi in chi è impegnato nell'opera più preziosa e più grande del mondo, quella di educare.
Per questo con l'Associazione Kriterion Famiglia e Persona sta per partire una bella iniziativa, un ciclo di sette incontri per aiutare i genitori a vivere il loro ruolo con chiarezza e serenità, proponendo strumenti efficaci, ma soprattutto orientandoli verso la verità del loro compito.
Il tutto inizierà mercoledì 9 novembre alle 19,30 presso i locali della libreria per bambini Sirò, in Viale Carnaro 25 A, tra Piazza Sempione e Conca D'oro. E poi a seguire nei mercoledì successivi.
Il costo è di 25 euro ad incontro, 30 per le coppie. Per chi si prenota per tutto il ciclo viene  offerto un ulteriore bonus oltre ad una consulenza gratuita personale con uno psicologo dell'Associazione. Per prenotarsi e ulteriori informazioni si può chiamare il numero 3348551378.




«In questo tempo di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (George Orwell)